Ad Afrodite

O eterna Afrodite, figlia di Zeus,
dal variopinto trono, tu che ordisci inganni;
o veneranda, ti prego, non domar con affanni e dolori
	l'animo mio,

ma vieni qui; se anche altra volta
esaudisti la mia preghiera, da lontano
udendo la mia voce; lasciata la casa del padre
	giungesti

sopra il carro d'oro. Belli ti portavan
veloci passeri sulla nera terra,
fitte battendo, per l'aere azzurro,
	le ali.

E presto giunsero. Tu, o beata, sorridendo
nel volto immortale, chiedesti perché
ancora ho sofferto, e per quale cagion ancora
	t'invoco,

e cosa l'animo mio inquieto più brama:
- Chi devo ancora persuadere che conduci
al tuo amore? Chi ti offende,
	o Saffo?

Ché se ti fugge, presto t'inseguirò,
se non accetta doni, anzi ne donerà,
se non t'ama, pur non volendo, presto
	t'amerà. -

Vieni a me anche ora; liberami dai penosi
affanni; tutto ciò che l'animo mio
desidera che si compia per me, compi.
	Aiutami.



Consolazione

Mi par simile agli dei,
quell'uomo che di fronte a te
siede e vicino ascolta te che parli
dolcemente

e amabilmente sorridi, questo invero
nel petto il cuor mi sconvolge.
Come appena ti guardo, così nulla di voce
più mi giunge,

ma silenziosamente la lingua si spezza,
un fuoco sottile mi corre sotto la pelle,
con gli occhi nulla vedo, gli orecchi
rombano,

un sudore freddo mi bagna, un tremito
mi scuote tutta, più verde dell'erba
io sono, e di poco par ch'io manchi a morire,
o Agallide,

ma tutto bisogna osare, ché . . .



  

Plenilunio

Gli astri, intorno alla bella luna,
nascondono la luminosa immagine,
quand'essa, piena, più brilla
	su tutta la terra

. . . argentea . . .



Calzare

	i piedi
uno screziato calzare avvolgeva,
bel lavoro di Lidia.



Il ritorno di Carasso

Cipride, Nereidi,
fate che mio fratello qui, illeso,
ritorni, e le cose che l'animo suo
vuole, tutte si adempiano.

Si liberi da tutti i vecchi errori,
gioia ai suoi amici,
dolore ai nemici:
nessun dolore più ci affligga.

Voglia far la sorella
partecipe dell'onore suo; si liberi
dai luttuosi affanni per cui perima soffriva . . .



Attide

Io ti amavo, o Attide, una volta . . .
. . .

una piccola fanciulla m'apparivi e immatura.



Sei giunta

Sei giunta, hai fatto bene, io ti bramavo,
hai rinfrescato il mio cuore ardente di passione.



Il bello e il buono

Chi è bello a vedersi è bello,
ma chi è buono, presto sarà pure bello.



Eros

		Eros mi squassa
il cuore, come vento sui monti piomba su quercia.



Dimenticanza

Morta giacerai, né vi sarà più ricordo di te:
la rosa della poesia tu non cogli,
e ignota vagherai nell'Ade,
tra oscuri cadaveri svolazzando.



Andromeda la contadina

Ma quale contadina ti ha ammaliato la mente?
Vestita da contadina . . .
che non sa rialzar sulla caviglia la veste . . .



Confronto

Girinno è delicata, ma Mnasidica è più bella.



Danze

Piena brillava la luna:
si posero come intorno all'altare.



Danza intorno all'altare

Così danzavano una volta, in armonia,
le fanciulle di Creta, con i delicati piedi,
intorno all'amoroso altare,
delicato fiore d'erba
teneramente calpestando.



Solitudine

È tramontata la luna,
e le Pleiadi. Mezzanotte,
trascorre il tempo:
ma io riposo sola.



Addio

. . .

Esser morta io vorrei davvero.
Piangendo lei m'abbandonava.

E questo mi disse:
"Ohimè, quanto soffriamo,
o Saffo: certo nolente t'abbandono."

E io le risposi:
"Va', sii felice e di me
ricordati; sai quanto t'ho amata.

Se non lo sai, allor ricorda
- ché te ne dimentichi -
quanta tenerezza, quante cose belle insieme godemmo.

Molte ghirlande di viole,
di rose, di salvie, ponevi
sul tuo capo, vicino a me,

e quante ghirlande profumate
- intrecciate intorno al delicato collo -
fatte di primaverili fiori.

E tutto il corpo tuo
d'un unguento di fiori
e d'una regale essenza t'ungevi;

e sui morbidi letti
. . .
suscitavi i desideri delle fanciulle;

non vi era danza, non vi era
festa, né . . .
da cui noi fossimo assenti,

non vi era bosco . . ."